Qualificato come il più grande pittore inglese di tutti i tempi, a dispetto della statura e non solo fisica, nacque a Londra il 23 aprile del 1775. Non intendo in ogni caso riportare una biografia dell’artista, piuttosto il mio obiettivo è quello di togliere quell’aura soprannaturale fortunosa prima, marcatamente fortunata poi, che l’ha accompagnato nella [...]
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Joseph Mallord William Turner, contraddizioni e responsabilità morali.
Ottobre 6th, 2008 · No Comments
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L’altra faccia di Michelangelo
Settembre 21st, 2008 · No Comments
Sull’artista tutti, ma proprio tutti si sono cimentati, con arte oratoria, con dovizia rubricante d’imperscrutabili dettagli, saccenti o sacciuti di varia natura, critici per caso per devozione o per missione, dispersi nei secoli come polvere al vento.
Non mi pare opportuno aggiungere altre parole sul prodotto dell’artista, tecnicamente forse qualcosa andrebbe valutato, con tutte le [...]
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Delacroix, il principe del modernariato
Agosto 20th, 2008 · No Comments
Non me ne vogliano i francesi, per carità ad Eugène (1798-1863) in fondo ho sempre voluto bene fin da ragazzo, ma con tutti gli agi, con tutte le aperture, con tutte le referenze e le protezioni per lui sempre disponibili, mi sarei aspettato qualcosa in più sotto il profilo tecnico e qualcosa di meglio culturalmente. [...]
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Andrea dei misteri
Agosto 15th, 2008 · No Comments
Non si può non rimanere impressionati dal personaggio e dalle opere di Andrea del Sarto ovvero pare Andrea d’Agnolo di Francesco nato a Firenze nel 1486. Personalmente l’ho definito Andrea dei misteri per il suo incredibile talento manifestato con delle opere elegantissime, espressive, ricche di fascino pittorico corredate, spesso, da studi preparatori di grande effetto. Non [...]
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L’enigma di Leonardo
Agosto 10th, 2008 · No Comments
Ho trascorso molto tempo in gioventù ad osservare, anche dal vero direttamente alla Galleria degli Uffizi, l’abbozzo di Leonardo “l’Adorazione dei Magi”. Ricordo molto bene la bellissima sala allestita nel 1972, dove in una parete campeggiava questo studio incredibile. Ero attratto da quest’opera poiché ne percepivo profondamente il valore creativo ed il procedimento mentale col [...]
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Sull’artista tutti, ma proprio tutti si sono cimentati, con arte oratoria, con dovizia rubricante d’imperscrutabili dettagli, saccenti o sacciuti di varia natura, critici per caso per devozione o per missione, dispersi nei secoli come polvere al vento.




Queste note dedicate al Bruegel, da me soprannominato il cantastorie fiammingo, costituiscono il preambolo per introdurre un contraddittorio mirato, meglio definito logomachia (Una diatriba di parole) concernente una parte della cosiddetta arte moderna. Sono pronto sul levante filosofico, ma al momento resto nell’attesa, nella speranza di avvistare il nemico, un po’ come nel deserto dei tartari dove Ignazio ha colto la sindrome dell’attesa. Prima di occuparmi della diaspora delle idee perpetuata da oscuri personaggi, apro portando una prima testimonianza, quella di Pieter Bruegel "il vecchio" pittore, onesto lavoratore fiammingo vissuto dal 1525 al 1569. Un personaggio esuberante, sostanzialmente una brava persona, amante della vita e dei suoi risvolti positivi. Apparentemente Pieter era un uomo per la gente con la gente, nella realtà piuttosto solo, solitario, sostanzialmente bisognoso di un contatto umano, con la consapevolezza della vita reale attraverso l’osservazione di quella vissuta dal prossimo, anche se poi la rielaborazione e la rappresentazione nei suoi dipinti era purtroppo mediata dalle necessità professionali. Fiumi di parole sono stati scritti da intellettuali ed intellettualoidi, tutti mirati all’analisi strutturale dei suoi dipinti, all’interpretazione puntuale dei suoi racconti, all’osservazione superficiale delle sue svariate tecniche. Nonostante le tante parole spese nei secoli dai cosiddetti mediatori culturali (Così definiti dal sottoscritto), nessuno ha colto l’essenza, la sublimazione della creatività dell’essere, la gioia dell’artista che comunicando ha raggiunto il suo obiettivo, il suo equilibrio trovato attraverso un mezzo di comunicazione che lo metteva in sintonia con il suo pubblico. Bene, un giro di parole per definire Pieter un gran comunicatore, un antesignano della moderna comunicazione. Il successo del Bruegel del tempo era suffragato da un prodotto artistico nuovo ed innovante che nulla aveva a che fare con lo stile dei suoi conterranei del tempo, nulla di aleatorio, anzi, un’analisi attenta evidenzia la scoperta di un’espressione artistica multifunzionale che riusciva a soddisfare un vasto target anche al tempo. Incredibilmente lo sviluppo di una gaussiana evidenzierebbe che il corpo del suo target era composto da personaggi di varia natura, disgiunti casualmente dalla variabile denaro, utile solo per distinguere quelli che potevano acquistare le sue opere. Erroneamente è stato accomunato al Bosch, con una superficialità incomprensibile tipica di certe figure saccenti disseminate a "macchia di leopardo" nella storia dell'arte, col Bosch, Pieter non aveva nulla in comune se non la terra, uno spirito fiammingo rivoluzionario, e l'ansia di comunicare. Bruegel p
